Il futuro è in mano alle bambine

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Luisa Betti Dakli • 12 Ottobre 2014
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In occasione della Giornata internazionale delle bambine, che è stata celebrata l’11 ottobre, l’Unicef ha reso noto che nel mondo ci sono 70 milioni di ragazze che tra i 15 e i 19 anni (un quarto sul totale mondiale Cina esclusa) hanno subito una forma di violenza fisica, 120 milioni di ragazze sotto i 20 anni sono state costrette a subire rapporti sessuali forzati (1 su 10), 84 milioni di adolescenti vittime di violenza psicologica, fisica o sessuale da parte del marito o del partner, mentre 700 milioni di donne si sono sposate minorenni (di cui 23 milioni sotto i 15 anni):

una tendenza che entro il 2020 vedrà 142 milioni di ragazzine sposarsi prima di aver compiuto 18 anni con 14,2 milioni di matrimoni precoci ogni anno: 37.000 al giorno

E malgrado le giornate, i proclami e i premi, i decessi legati alla gravidanza e al parto precoce rappresentano ancora una quota importante della mortalità complessiva: ogni anno muoiono 70 mila adolescenti per complicanze legate alla gravidanza, mentre sono 3,2 milioni gli aborti a rischio. Non solo perché a queste si aggiungono 515 milioni di bambine che vivono in condizioni di povertà, 100 milioni di bambine mai nate per gli aborti selettivi in Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico e Caucaso, 68 milioni di lavoratrici e 125 milioni che hanno subito una mutilazione genitale. Per non parlare di tutte le bambine e le ragazze esposte in questo momento allo stupro di guerra in tutte le zone di conflitto, e in special modo nel conflitto in Medio Oriente in cui l’Isis pianifica lo stupro e la riduzione a schiavitù delle popolazione femminile curda e yazida.

E non c’è bisogno di andare lontano per capire come le cose non migliorino col tempo ma peggiorino: Terre des Hommes, nel suo Dossier “Indifesa” presentato a Roma, ci dice che solo in Italia più di 5.100 bambini sono vittime di reati nell’ultimo anno e che di questi il 61% sono bambine: un numero che è cresciuto del 56% in 10 anni. Non solo perché gli aumenti riguardano anche i maltrattamenti in famiglia (+87%), l’abbandono di minori (+94%) e le violenze sessuali aggravate cresciute del 42%.

In continuo incremento, solo nel nostro Paese, sono anche lo sfruttamento sessuale dei minori da parte della criminalità organizzata nelle reti pedofile con un +411% di vittime dei reati di pornografia minorile, un +285% nel materiale pornografico, reati che vedono in entrambi i casi l’80% di vittime in bambine e ragazze. “L’osservatorio delle Forze dell’Ordine parla di un’Italia che negli ultimi dieci anni ha visto un’impennata di casi delittuosi in cui i bambini e, in misura ancora maggiore, le bambine sono vittime”, ha dichiarato Donatella Vergari, Segretaria Generale Terre des Hommes. Sempre in Italia 1 donna su 3 ha subito una forma di violenza da bambina e l’11% ha vissuto abusi sessuali, mentre

in Europa ci sono 21 milioni di donne che hanno vissuto una forma di abuso o atto sessuale da parte di un adulto prima dei 15 anni (12%), e il 30% delle donne che ha subito abusi sessuali da adulte avevano vissuto episodi di violenza durante l’infanzia

Un’infinità di ingiustizie che rendono indiscutibilmente le bambine come la parte umana più esposta in questo momento sul Pianeta a causa di una doppia discriminazione: sia quella di genere che quella di minore. Una parte importante dell’umanità, che un giorno sarà adulta, e che potenzialmente potrebbe ribaltare completamente le carte in tavola per il futuro con generazioni di bambine e ragazze che se potessero sviluppare consapevolezza potrebbero essere protese subito a battersi con coraggio e determinazione per una condizione di vita migliore per tutte. Come si fa? Si parte dall’istruzione e dall’educazione ai diritti umani ma senza aspettare che qualcuno gli spari in testa.

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

Global Affairs

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