La “fuga per la libertà” di un bambino costretto a rimanere in casa famiglia per 4 anni perché “dimenticato”

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Luisa Betti Dakli • 9 Febbraio 2022
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“Fuga per la libertà” è l’ottava puntata della video inchiesta “Crimini invisibili” dove un bambino vittima di bullismo viene segnalato dalla psicologa che lo segue e dove la mamma lo ha portato per aiutarlo. Segnalato ai servizi sociali e al tribunale dei minori viene allontanato dalla madre giudicata “simbiotica” e portato in una casa famiglia a più di 550 chilometri da casa sua senza vestiti di ricambio, dopo un traumatico prelievo fatto a scuola all’improvviso. Rivedrà sua madre dopo 9 mesi e rimarrà nella struttura per 4 anni perché il suo caso verrà “dimenticato”.

La storia

Claudio (nome di fantasia) è un bambino bullizzato a scuola che quando cresce comincia a ribellarsi alle angherie che subisce. La madre, dato che la scuola non ha mai affrontato la situazione, lo porta in un certo per essere aiutato ad affrontare la situazione e qui viene seguito da una psicologa che senza dire nulla, segnala il caso agli assistenti sociali e quindi al tribunale dei minori, attribuendo la causa del suo disagio alla madre dischiarata “simbiotica”. In una giornata d’estate e senza nessun tipo di avvisaglia, il ragazzino viene prelevato da scuola da poliziotti in borghese e assistenti sociali con modalità traumatiche: viene caricato su una macchina con le braccia dietro al schiena tanto che lui stesso chiede se lo stanno arrestando.

In casa famiglia

Una volta portato in struttura senza vestiti di ricambio e soltanto con una maglietta e dei pantaloncini addosso, viene di nuovo bullizzato di nuovo e sottoposto a un trattamento farmacologico come gli altri bambini, e rivedrà la madre soltanto dopo 9 mesi dal suo arrivo in casa famiglia. Il minore comincia ad accusare una forte depressione e comincia a chiedersi perché lo hanno portato li ma nessuno gli dà spiegazioni. Di fatto non esce mai dalla struttura se non per andare a scuola dove viene portato la mattina per poi essere di nuovo prelevato e riportato in casa famiglia. Claudio non festeggerà né un compleanno né un Natale, e durante tutta l’estate rimarrà là dentro senza mai uscire e vedendo la madre due volte al mese per ben 4 anni.

La fuga

Preso dalla disperazione e senza vedere la fine di questo incubo Claudio decide di scappare tornando a casa con mezzi di fortuna. Qui, dopo essersi imposto a non tornare in una struttura dove gli assistenti sociali vorrebbero portarlo, riesce a vedere il giudice che si rende conto di come a questo ragazzo siano stati sottratti 4 anni di vita tranquilla senza alcuna ragione, in quanto il suo caso non è mai stato riesaminato come di dovere dagli operatori.

Per la CAMPAGNA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE E LA VIOLENZA DOMESTICA donnexdiritti.com ti invita a seguire ogni settimana le 11 puntate della video inchiesta “CRIMINI INVISIBILI” di LUISA BETTI DAKLI, giornalista d’inchiesta esperta di diritti umani e direttrice del web journal DonnexDiritti Network (le puntate sono visibili su tutte le pagine social di donnexdiritti).

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

Global Affairs

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