Continua la violenza sui bambini e le bambine in Costa d’Avorio

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Luisa Betti Dakli • 29 Novembre 2011
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In Costa d’Avorio ogni 36 ore un bambino/a subisce uno stupro. Questo il dato allarmante di Save the Children e Unicef presenti nel Paese. Nel periodo che va da novembre 2010 a settembre 2011, si legge nel rapporto “Minacce, violenze, gravi violazioni, dei diritti dei bambini – Rapporto sull’impatto della crisi post-elettorale sui minori in Costa d’Avorio” redatto dalle organizzazioni internazionali che lavorano sul territorio, oltre 1.000 donne e minori hanno subito gravi violazioni dei Diritti Umani e

due terzi delle vittime sono bambine: il 60% è sotto i 15 anni

213 i casi di violenza sessuale (pari al 55% di tutte le gravi violazioni documentate), 45 casi di bambini associati a gruppi armati (pari all’11,5% delle gravi violazioni e al 7% delle violazioni riportate), 79 casi di bambini feriti o mutilati (il 10,5% delle gravi violazioni e il 6,5% di violazioni commesse contro i bambini), 41 casi di bambini uccisi negli scontri armati, scoppio di granate (20,5% di gravi violazioni e 12,5% di violazioni), 10 casi di rapimento (il 50% di bambine la meta’ delle quali sotto i 10 anni). “I bambini sono stati le principali vittime del conflitto in Costa d’Avorio e questo rapporto permette per la prima volta di avere una chiara idea del numero dei bambini direttamente colpiti dalla crisi”, sottolinea Hervé Ludovic de Lys, Rappresentante di Unicef in Costa d’Avorio.

Nello stesso tempo, durante un incontro a Bruxelles, il Presidente Alassane Dramane Ouattara si è rivolto agli investitori economici dell’Unione Europea con l’invito esplicito a investire in Costa d’Avorio spacciandolo come un paese dove “c’è sicurezza” e in cui la crisi post-elettorale è ormai superata, ottenendo, dall’incontro con Philippe Maystadt presidente della Banca europea per gli investimenti, il sostegno finanziario ai vari progetti di ricostruzione in Costa d’Avorio.

Una situazione di stabilità smentita subito da Doudou Diene, esperto delle Nazioni Unite per i diritti umani in visita in Costa d’Avorio, che ha parlato di “grande instabilità e insicurezza”, citando il caso del villaggio di Duékoué dove gli abitanti di etnia guéré sono continuamente vittime di attacchi, saccheggi e violenze.

“Le sofferenze dei bambini in Costa d’Avorio sono state ignorate

– ha confermato Xavier Simon, Direttore di Save the Children in Costa d’Avorio – e molti minori sono terrorizzati dallo sporgere denuncia, quindi chi denuncia  dovrebbe ricevere supporto. Noi continueremo ad assistere le vittime e a monitorare le istituzioni che sono responsabili della salvaguardia dei diritti dei bambini ivoriani”.

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

Global Affairs

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