Esiste un filo rosso che lega i fatti dei diavoli della bassa modenese, dove non è stato riconosciuto l’intento satanico ma che si è concluso con condanne per abusi sessuali sui minori che sono stati affidati ad altre famiglie (e che ancora si ricordano gli abusi), e il caso di Bibbiano, il tentativo di colpire Foti e la scuola di psicoterapia che ancora i bambini li ascolta e non li silenzia. Non a caso entrambi i casi sono stati dati in pasto ai media, a pochi anni di distanza, senza alcuna tutela per i minori dallo stesso giornalista Pablo Trincia, che in tutti e due i casi ha cercato in tutti i modi di dimostrare che in realtà gli abusi non c’erano cavalcando l’ignobile scuola dei “falsi ricordi” e quindi “false denunce”, già strumento in mano alla lobby pro-pas che declina il concetto dell’innocenza del padre abusante e/o maltrattante proprio attraverso l’ausilio, tra gli altri, di questi concetti. Quello che non si è compreso è che l’indagine “Angeli e demoni” viene fuori subito dopo la vittoria sul DDL Pillon in cui i padri maltrattanti e/o abusanti passati in giudicato, potevano addirittura tenere con sé i bambini nel pernottamento, proposta di legge redatta anche da Vezzetti e Camerini che tutti voi conoscete. Bibbiano è il colpo di coda del DDL Pillon e diventa anche una questione politica perché la sconfitta è troppo pesante. La connessione dei fatti è ghiotta e l’obiettivo diventa colpire quella politica mettendo nel tritacarne quella piccola parte di psicologia giuridica ancora sana, ancora non intaccata dalle scemenze della Alienazione parentale, che era riuscita a mandare in galera i pedofili della bassa modenese, altra cocente sconfitta per questi signori. Un colpo basso anche per i loro affari e per la loro credibilità dato che adesso il loro obiettivo è più grande e devono essere credibili al 100%: una rete internazionale che sia in grado di influenzare la politica per portare a casa norme importanti mettendo in canna colpi bassi, come lo è stato con la legge 54 in Italia e la legge sulla doppia residenza e sull’affido condivo all’estero, stringendo legami sempre più forti attraverso l’appoggio di partiti di estrema destra e gruppi ultracattolici di cui Pillon, anche se sembra uno sbruffoncello, è invece un anello molto importante, un collante. Quello che stupisce è che chi lavora sul fronte anti-pas non abbia colto questo importante elemento di continuità tra i fatti della bassa modenese e quelli di Bibbiano, che invece hanno in comune proprio l’indirizzo psicoterpeutico forense che ormai è quasi scomparso sui minori ovvero quello di ascoltarli, facendosi trascinare invece dalla macchina gigantesca e inarrestabile della “caccia agli orchi” perché i bambini potevano essere portati via dalle famiglie. E questo è stato il colpo da maestro, far credere che il problema fosse la sottrazione dei minori, mentre il problema era l’individuazione degli abusi sessuali. Chi lavora sul fronte anti-pas sa bene che la radice del problema è la non assunzione da parte del tribunale delle denunce fatte dalle mamme e delle testimonianza dei bambini che si rifiutano di andare dal padre perché è violento, e da lì scatta l’accusa alla mamma di essere alienante e il padre di essere alienato, ovvero si ribalta lo status di vittima e carnefice, ed è solo da qui che parte il prelievo forzoso. A Bibbiano niente di tutto questo è successo, perché è bastato che due carabinieri dicessero che lì c’erano “troppe” denunce di abusi sui minori che è scattata l’inchiesta, come se si trattasse di una cupola mafiosa, ma non sui presunti abusi, come ci si aspetterebbe, ma su chi raccoglie le testimonianze e dice che forse lì ci sono abusi sui bambini. Nel caso “Veleno” i minori sono stati sottratti alle famiglie perché entrambi i genitori erano abusanti o esponevano i figli agli abusi, e non si è mai parlato di alienazione, in quei casi i bambini e le bambine dovevano essere portati altrove perché ne andava della loro sicurezza e se ci parlate oggi vi diranno che è stata la loro salvezza: casi ben diversi rispetto alla violenza domestica denunciata dalle mamme non credute nei tribunali, e dei bambini strappati da un genitore accudente per essere affidati a quello maltrattante dopo il transito in casa famiglia. E non stupisce che Trincia, sempre lui, abbia cercato in tutti i modi di dimostrare che quegli abusi non c’erano puntando il dito contro chi sosteneva il contrario sia nell’Inchiesta “Veleno” che in “Angeli e demoni”, perché a queste persone quello che interessa è prima di tutto nascondere gli abusi e i maltrattamenti in famiglia facendo passare chi li rintraccia o chi denuncia come dei criminali: se poi è uno psicologo “bravo” o una mamma “disperata” per loro non fa differenza.
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