Un tribunale che preleva un bambino con “estrema crudeltà” non è giustizia

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Luisa Betti Dakli • 16 Febbraio 2022
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“Estrema crudeltà” è la nona puntata della video inchiesta “Crimini invisibili” dove una mamma racconta delle violenze subite dal compagno. Scappata dopo la denuncia e l’appoggio di un centro antiviolenza, lui scompare per alcuni anni ma poi si ripresenta perché vuole il bambino e da lì comincia l’incubo. I servizi sociali organizzano visite del padre ma il bambino dopo un po’, non ci vuole più andare e da qui il tribunale comincerà a scavare un solco tra la madre e suo figlio in quanto imputa la responsabilità del rifiuto del minore a lei dichiarandola alienante.

La storia

Lei conosce lui nel 2003 e comincia una relazione in cui lui diventa sempre più geloso fino all’ossessione che lei lo possa tradire continuamente con altri uomini. Le controlla il telefono, dove va, chi incontra, cosa va a fare e vuole addirittura che lei abbandoni il lavoro. Poi lei rimane incita ma lui dubita che il figlio sia suo anche se lei è sicura al 100%. Vanno a vivere dai genitori di lui dove vivono i genitori e un fratello disabile. La convivenza è sempre più difficile, e l’ossessione che lui ha rispetto a lei diventa violenta, con atti di aggressione fisica sempre più ricorrenti.

La fuga

La violenza è sempre più evidente, le botte diventano insopportabili e lei decide di andare in centro antiviolenza che le consigliano di lasciare quella casa e di denunciare i fatti. Così viene accompagnata al commissariato e da li va direttamente dai suoi genitori con il bambino dove rimarrà a vivere. Lui sparisce per anni ma a un certo punto si rifà vivo e tramite il tribunale vengono attivati i servizi sociali che organizzano degli incontri tra padre e figlio fino a quando il ragazzino non si rifiuta di incontrare il padre.

Madre alienante

Da qui, malgrado la madre abbia sempre accompagnato il figlio dal padre e malgrado lei stessa cerchi di fare ragionare il figlio, la donna viene accusata di essere “alienante” e la giudice stessa le dice che ha la “palma d’oro” dell’alienazione parentale nei confronti del figlio. Così il tribunale decide di togliergli il bambino trasferendolo in una casa famiglia: eventualità che il bambino rifiuta completamente in quanto vuole restare a casa sua con la madre con cui non ha nessuno problema e che l’ha cresciuto fino a quel momento.

Il prelievo

Ma a nulla vale la parole di un bambino e per questo il minore viene prelevato con la forza dall’ospedale in cui è stato ricoverato per gravi disturbi legati allo stress della situazione. Prelevato con forza e crudeltà inaudita, alla madre viene impedito di entrare mentre la nonna che era con lui, viene strattonata, immobilizzata, e il piccolo preso mentre si dimena e urla chiamando al madre, portato via in pigiama e senza scarpe da un uomo adulto che lo immobilizza prendendolo in braccio. Un evento traumatico che la madre rivedrà nel volto del figlio quando riesce a fargli visita. Un bambino che spera ancora di tornare dalla madre ormai disperata e dilaniata dal dolore.

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

Global Affairs

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