Lega, Pucciarelli presidente diritti umani e Pillon vice in commissione infanzia: non sarà un controsenso?

Qui va il tuo testo... Seleziona qualsiasi parte del tuo testo per accedere alla barra degli strumenti di formattazione.
Luisa Betti Dakli • 15 Novembre 2018
Condividi articolo

Eleggere Stefania Pucciarelli, senatrice ligure del Carroccio, a presidente della Commissione dei diritti umani al posto di Luigi Manconi – che si è speso su Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giulio Regeni e la legge sulla tortura – significa cancellare la commissione stessa e il senso della sua esistenza. Preferita a Emma Bonino, che avrebbe rappresentato un’idea più attinente ai diritti umani, Pucciarelli è famosa non per le sue battaglie civili ma per frasi razziste e un like a un post in cui si parlava di case popolari e di “certe persone che andrebbero eliminate dalle graduatorie, dal tenore di vita che hanno” e in cui si chiedevano addirittura forni crematori.

Un click che costò alla senatrice una querela, tanto che il 3 ottobre di quest’anno si è dovuta ripresentare al tribunale della Spezia per quel post scritto da Davide Tampone, su cui la responsabile del comitato immigrati della Liguria, Aleksandra Matikj, aveva chiesto “un po’ di rispetto”. Pucciarelli aveva anche detto di aver ricevuto “molte telefonate di solidarietà e di trovarsi costretta a precisare di non essere sotto processo” e che su quel “like, subito tolto, a un commento razzista che non avevo letto, la Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento”, anche se poi la denunciante si è opposta all’archiviazione”, precisando che chiunque avrebbe usato “questa notizia in modo inesatto, per sostenere che sono sotto processo per razzismo sappia”, sarebbe stato “querelato”.

stefania-pucciarelli-74695.660x368
Stefania Pucciarelli (seconda da sx)

Pucciarelli però è anche la leghista che voleva far chiudere il Festival della Mente di Sarzana ritenuto “troppo di centrosinistra”, su cui aveva detto: “o cambia radicalmente struttura, oppure va chiuso”. Ed è famosa per frasi come “le ruspe nei campi rom sono da sempre una battaglia della Lega”. Portatrice di una politica non certo tenera nei confronti dei migranti e dei diritti, che invece sono tema anche della commissione che la senatrice va a presiedere, è stata eletta anche grazie ai voti dei 5stelle, e di lei i suoi amici dicono abbia “uno spiccato senso di responsabilità” e una “comprovata esperienza politica” per cui “saprà attendere ai compiti cui è chiamata dedicandosi con imparzialità”, tanto che la prima battaglia che ha già preannunciato è quella contro il genocidio dei cristiani e sul caso di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte nel 2010 per blasfemia e assolta recentemente dalla Corte suprema in Pakistan ma ancora trattenuta nel Paese. 

Altrettanto sconcertante è stata la nomina del senatore Pillon a vice presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza

presieduta ora dalla forzista Licia Ronzulli, braccio destro di Berlusconi. A gridare vendetta già dalle prime ore dopo la sua elezione è tutta quella società civile che da mesi si oppone al disegno di legge 735 sull’affido condiviso portato dal senatore leghista in commissione giustizia, e che sabato scorso è scesa in piazza con migliaia di uomini e donne che in 60 città italiane hanno spiegato il loro No a questo ddl.

46246030_2298404490169979_8795589274083786752_n
Simone Pillon al centro

Su facebook il senatore ringrazia tutti dicendo che il suo “impegno pubblico, il lavoro politico e la mia esperienza di padre e di avvocato minorile sarà ancor più al servizio dei diritti di bambini e bambine, ragazzi e ragazze”, frasi da brivido per chi ha letto attentamente la sua proposta sulla riforma del diritto di famiglia in cui spezza la vita dei bambini in due, togliendo loro la casa, il mantenimento, e costringendoli a vivere con la valigia in mano.

Un ddl che espone i bambini al genitore violento

e usando la pseudo teoria dell’alienazione parentale (art. 17 e 18), formulata da uno psichiatra con idee apertamente pedofile, per togliere al genitore accudente un figlio che rifiuta l’altro genitore, di solito abusante o maltrattante, senza richiedere neanche un minimo di indagine in quanto criterio diagnostico di per sé. Una proposta, quella di Pillon, in cui i bambini sono invisibili e in cui la violenza domestica a cui verrebbero esposti, viene minimizzata perché, secondo Pillon, la vera violenza sarebbe quella dell’alienazione e non i maltrattamenti e gli abusi che invece, sempre per Pillon, per la maggior parte sarebbero false accuse:

teorie non supportate da nessun dato e da nessuna ricerca seria in proposito, ma pericolose

Forse meno eclatante ma sicuramente non meno grave della nomina di Pucciarelli, il fatto di far entrare Pillon in una commissione sull’infanzia dopo il plateale fallimento della sua proposta su cui tutti, compreso anche il governo e il vicepremier Di Maio, si sono pronunciati a sfavore. Infine non poco inquietante anche la chiusura del post di ringraziamento del sentore leghista su FB, dove scrive: “Sarebbe bello che questo governo, questa legislatura riuscissero a invertire il trend e a far uscire il nostro Paese dall’inverno demografico, garantendo a tutti i minori non solo il latte nei biberon ma anche il diritto di veder realizzate le loro aspirazioni e inclinazioni naturali crescendo sereni con il sostegno di Mamma e Papà”. Certo, non con i contenuti del suo disegno di legge.

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

Global Affairs

“Il prezzo del sangue” in Iran: Goli Kouhkan, vittima di matrimonio forzato a 12 anni, sarà giustiziata

Autore • 10 Novembre 2025

Avanti Marx! Il nuovo sindaco di NY Mamdani, inizia la transizione nominando un team di 5 donne

Autore • 7 Novembre 2025
Vai alla rubrica