Associazioni di donne con Boldrini contro chi le augurò lo stupro

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Luisa Betti Dakli • 12 Settembre 2018
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Il 17 settembre ci sarà la prima udienza del processo contro il sindaco leghista Matteo Camiciottoli di Pontinvrea che lo scorso anno, dopo lo stupro di Rimini, augurò a Laura Boldrini, e quindi alla terza carica dello Stato, di avere gli stupratori in casa scrivendo: “Potremmo dargli gli arresti domiciliari a casa della Boldrini, magari gli mette il sorriso…” (come se uno stupro potesse allietare una donna).

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Accanto a lei chiederanno al giudice di costituirsi parte civile al processo alcune delle più importanti associazioni di donne in Italia, tra cui DiRe (Rete nazionale dei centri antiviolenza), Differenza Donna, l’Udi, Rebel Network e Snoq Torino, non solo per sostenere l’ex presidente ma per tutte quelle donne che vengono offese, aggredite, minacciate quando dicono quello che pensano, quando agiscono fuori dagli schemi maschili, quando subiscono violenza in famiglia o sul posto di lavoro perché si permettono di ribellarsi all’uomo a cui dovrebbero obbedire in silenzio.

In particolare l’hate speech contro le donne sul web, che molti ancora si ostinano a considerare libera opinione, rappresenta un’enorme campagna di discredito contro tutte quelle che, in un modo o in un altro, hanno deciso di avere un ruolo ed esercitano la loro influenza di pensiero in diversi ambiti. Campagne denigratorie e ostili che partono dal presupposto che le parole di una donna, qualsiasi sia il suo posto nella società, valgono meno rispetto a quelle di un uomo, e questo attraverso

parole, richiami, offese, epiteti che contro i maschi nessuno si sognerebbe mai di fare e che sarebbe punita amaramente

Donne che danno fastidio e che se fosse possibile, il pensiero unico maschile cancellerebbe anche nel nominarle e che tenta, con un neutro che non riconosce il femminile, di arginarle soprattutto quando ricoprono una carica o un ruolo di potere: luoghi non contemplati per le donne che possono solo accidentalmente e temporaneamente ricoprire quelle posizioni costruite solo per i maschi.

Laura Boldrini

All’interno di queste campagne, Laura Boldrini è stata una di quelle più bersagliate della politica italiana, fino al punto che lei stessa, con l’hastag #Adessobasta, ha deciso di rispondere all’offensiva massiccia e capillare, denunciando gli offender e portandoli in tribunale. Stupidaggini, scherzi, che si sono trasformate in scuse solo quando la deputata di LeU ha cominciato a querelare o a telefonare per invitare a un chiarimento i suoi odiatori che hanno fatto rispondere a madri e mogli per la vergogna.

Uno dei primi a esporla alla furia del web è stato Grillo che, con una di quelle che gli uomini chiamano goliardate, pubblicò un video e il messaggio “Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?”. Poi, fra tutte  le aggressioni innumerevoli, c’è stata

la bambola gonfiabile portata su un palco dal ministro Salvini per il pubblico ludibrio

la foto con la sua testa mozzata sul web e il rogo di un fantoccio con la sua faccia inscenato in piazza a Busto Arsizio per mano del movimento giovanile della Lega che Salvini chiamò “una sciocchezza”. Punta di un iceberg gigantesco che per tutta la durata del suo mandato, e anche oltre, ha mostrato la ferocia che si scatena quando una donna si azzarda a ricoprire un ruolo senza un padrino e agisce con un cervello pensante.

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

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