Egitto: donne in piazza contro la repressione massacrate dai militari

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Luisa Betti Dakli • 21 Dicembre 2011
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Le donne egiziane tornano a manifestare e lo fanno scendendo in piazza unite contro la violenza dei militari che in questi giorni di proteste al Cairo sono culminate in un pestaggio cruento e violentissimo contro i giovani accampati in piazza Tahrir, pestaggi che hanno fatto il giro del mondo con le immagini che mostrano una giovane senza possibilità di difesa, picchiata a sangue e violentemente percossa dai militari che si sono accaniti sul suo corpo inerme steso a terra.

La ragazza, che ora versa in gravissime condizioni, è stata mostrata nel video senza più camicetta, e per questo soprannominata “la ragazza con il reggiseno blu”, e con il corpo seminudo sotto i calci feroci e i manganelli dei militari che la colpivano sulla testa e sul petto. Rivolgendosi al capo della Giunta militare, il maresciallo, Hussein Tantawi, una delle donne in piazza contro la repressione, ha esplicitamente chiesto:

“Pensa se quella donna fosse tua figlia: come ti sentiresti?”

Piazza Tahrir

Le donne, che hanno sfilato pacificamente, hanno mostrato doversi striscioni, tra cui: “Dicono che sono qui per proteggerci ma ci spogliano soltanto”, e il Consiglio Supremo delle Forze Armate in un comunicato ha cercato di rimediare dichiarando “grande rammarico” per le violazioni commesse, confermando il suo rispetto per le donne, dichiarandosi disponibile a discutere qualsiasi proposta “che possa aiutare a raggiungere la stabilità e la sicurezza per l’Egitto” aggiungendo che “tutte le misure legali sono state adottate per dare conto di tutti i responsabili di tali violazioni”. Ragia Omran, attivista per i Diritti Umani alla manifestazione delle donne contro la violenza dei militari, ha dichiarato: “Sono qui per condannare violentemente gli attacchi a uomini e donne egiziane dall’esercito egiziano, e non lasceremo che questo accada di nuovo perché noi continueremo a esprimere la nostra rabbia contro questa giunta militare che sta uccidendo questo paese”.

La ragazza con il reggiseno blu, massacrata a piazza Tahrir, al Cairo

Nel video si vedono uomini in tenuta antisommossa aggredire e picchiare in maniera cruenta, con colpi di manganello alla testa e calci ripetuti, i manifestanti che giacciono a terra inermi e senza difesa, mentre uno dei militari viene ripreso mentre spara verso la folla “altezza uomo”. Un medico ha dichiarato di aver visto un ragazzino di 14 anni colpito al petto da un proiettile. Gli scontri si sono svolti dalle 3 di notte fino alle 5 del mattino con centinaia di forze speciali in assetto anti sommossa:

una repressione che, secondo un portavoce del Ministero della Sanità, in quattro giorni ha causato 14 morti e 900 feriti

Navi Pillay, dell’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, ha rilasciato una dichiarazione di ferma condanna per quello che ha definito il più “feroce e brutale” assalto registrato in questi giorni, chiedendo un’indagine imparziale su “tutti i casi di abuso e di violenta repressione contro i manifestanti”. “La violenza spietata usata contro manifestanti inermi e contro le donne – ha detto Pillay – è particolarmente scioccante e sono fatti che non possono essere lasciati impuniti. Si tratta di atti disumani pericolosi per la vita che non possono essere giustificati con il pretesto del ripristino della sicurezza o del controllo della folla”.

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

Global Affairs

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