Ddl Pillon e gli altri: ricerca testo unico su riforma della famiglia

Qui va il tuo testo... Seleziona qualsiasi parte del tuo testo per accedere alla barra degli strumenti di formattazione.
Luisa Betti Dakli • 17 Aprile 2019
Condividi articolo

Malgrado sia stato condannato per diffamazione, lui non molla, e dopo aver celebrato come “una medaglia” la condanna a pagare 1.550 euro di multa e un risarcimento di 30mila euro all’Arcigay Omphalos, si appresta a ributtarsi a capofitto nel testo unico sulla riforma della famiglia ma senza buttare via il suo ddl 735, ormai contestato in tutto il Paese ma anche dai suoi amici legisti e dai partner di governo pentastellati. Simone Pillon, che ha festeggiato la sentenza del tribunale di Perugia con incoraggiamenti fatti a se stesso sul suo profilo Facebook (poi attribuiti a una svista dello staff), dice di essere un perseguitato per le sue idee ma di continuare a difendere la famiglia tradizionale che ha in testa a tutti i costi.

00052740-il-post-di-pillon.jpg
Simone Pillon

Come un crociato il senatore difende il suo disegno di legge da chi lo vuole archiviare, come aveva dichiarato il sottosegretario Spadafora (M5S), lavorando alacremente a un accorpamento di cui parla da settimane: quello con altri ddl depositati in commissione giustizia sulla riforma di famiglia. Una discussione diventata incandescente per le numerose proteste all’interno del parlamento e nelle piazze che ormai si muovono ogni qual volta si nomini Pillon. E questo in un’atmosfera di grande imbarazzo dei cinquestelle che vorrebbero riscrivere una proposta sulla famiglia ma ex novo, buttando via il suo lavoro, anche con la partecipazione delle opposizioni che invece si rifiutano categoricamente.

di-maio-spadafora-ape10.jpg
Luigi Di Maio e Vincenzo Spadafora

Opposizioni che vogliono il ritiro di qualunque testo “cugino del Pillon” che sarà presentato in commissione giustizia o in aula, dando ormai per certo il passaggio dalla sede redigente e quella referente, davanti al forte turbamento dei 5stelle che invece hanno firmato un patto di governo sottoscrivendo anche l’introduzione dell’Alienazione parentale, contenuta nel ddl 735, senza probabilmente sapere cosa stavano facendo. Un’impasse che prima o poi andrà affrontata e che stanno cercando di ritardare, rinviando la discussione del testo che a oggi dovrebbe riprendere il 7 maggio ma che probabilmente non si riattiverà prima delle elezioni Europee.

Maretta che serpeggia anche in Forza Italia dato che alcuni di questi ddl sono stati presentati da FI mentre pubblicamente si è espressa contro Mara Carfagna

Ma che cosa vuole accorpare Pillon al suo disegno di legge?Tra i più interessanti dei ddl che verranno accorpati nel testo unico, troviamo il ddl 45 sottoscritto da Binetti, De Poli e Saccone, in cui le pene per i reati di mancato mantenimento (570 cp) o per maltrattamenti in famiglia (572 cp), sono sostituiti con i lavori di pubblica utilità introducendo l’ipotesi della “minore gravità” ma soprattutto, per quanto riguarda il 572 cp, passando da una violenza abituale nei rapporti intimi, come è nella fattispecie, a sistematica, per cui se i momenti di violenza acuta si alterano al pentimento, la violenza non sarà riconosciuta e quindi non condannata. Non solo, perché come spiega Sabrina Fiaschetti, avvocata di Be free,

Il ddl 45 indica il percorso obbligatorio di riconciliazione nei procedimenti di separazione dei coniugi, reintroduce il concetto di potestà genitoriale

e la pena della sua sospensione per il reato di calunnia commesso da un genitore a danno dell’altro”, eventualità che in realtà si riferisce all’alienazione parentale contenuta anche nel ddl Pillon. Ma soprattutto il ddl 45 “nega di fatto il concetto di violenza domestica includendolo in quello di conflittualità, senza considerare l’ipotesi di un genitore che cerca di proteggere il minore da abusi e violenze del partner, e anzi scoraggiando apertamente atteggiamenti possessivi nei confronti dei figli”, che ovviamente sono sempre manifestate delle madri che cercano di tutelare i propri bambini.

binetti.jpg
Paola Binetti

Per quanto riguarda invece il ddl 768, proposto da Maria Alessandra Gallone (Forza Italia) che cerca di limitare moltissimo i poteri discrezionali del giudice, oltre al mantenimento diretto, la mediazione obbligatoria a pagamento, e i tempi rigidamente paritari, s’impone la frequentazione del genitore anche in caso di affidamento esclusivo, che avviene di solito per gravi motivi, e con tempi mai inferiore a un terzo: più o meno come Pillon all’articolo 12 del ddl 735. “Ma il ddl 768 – spiega Fiaschetti – tipicizza anche le condotte genitoriali che escludono l’affidamento, che sono il perdurante maltrattamento intra-familiare, la violenza fisica e psicologica, la violenza di genere, la violenza assistita, l’abuso e la trascuratezza, ma anche le manipolazioni dei figli volte al rifiuto dell’altro genitore e le false denunce, riconoscendo e avvalorando l’alienazione parentale”.

alessandra-gallone-600645.660x368.jpg
Alessandra Gallone

“Ma quello che è sconcertante – conclude – non è solo il mettere sullo stesso piano la violenza domestica e la Pas, ma sono le discriminazioni tra le tipologie, perché si richiede che il maltrattamento sia perdurante, mentre per le condotte di alienazione che siano semplicemente volte a ingenerare un ipotetico rifiuto del minore”. Un ddl, quello di Gallone, in cui s’introducono percorsi per il “recupero del genitore abusate o carente”: percorsi che senza un concreto intervento strutturale di Centri Specializzati (Cam), sarà privo di efficacia. C’è poi il ddl 118 di Antonio De Poli (sempre Forza Italia), che oltre a prevedere, anche lui, la mediazione obbligatoria in caso di separazione e a pagamento fin dalla prima seduta, decide che il Tribunale adotterà i relativi provvedimenti solo previa acquisizione di un attestato rilasciato dal mediatore familiare comprovante l’effettuazione del tentativo di mediazione.

download.jpg
Antonio De Poli

“La cosa davvero preoccupante – conclude Fiaschetti – è che tra questi ddl che andranno a formare il testo unico teorizzato da Pillon, nessuno sia in ottemperanza all’art. 48 della Convenzione di Istanbul che prevede il divieto di applicazione di metodi alternativi di risoluzione di conflitti, come la mediazione o la riconciliazione, in tutte le ipotesi in cui vi siano forme di violenza, una cosa che non viene mai prevista in nessuno di questi disegni di legge”, come non è prevista una vera tutela del minore in casi di abuso.

 

 

 

 

 

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

Global Affairs

“Il prezzo del sangue” in Iran: Goli Kouhkan, vittima di matrimonio forzato a 12 anni, sarà giustiziata

Autore • 10 Novembre 2025

Avanti Marx! Il nuovo sindaco di NY Mamdani, inizia la transizione nominando un team di 5 donne

Autore • 7 Novembre 2025
Vai alla rubrica