Bollettino di guerra: 6 donne torturate e uccise da ex in 48 ore

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Luisa Betti Dakli • 5 Novembre 2018
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Se a Novara il comune leghista è indaffarato a vietare alle donne di vestirsi con abiti che “offendano il comune senso del pudore”, nel resto d’Italia, da nord a sud, si consumano femminicidi all’interno di rapporti intimi dove gli uomini provocati da donne in abiti succinti, non c’entrano niente. Episodi che si consumano all’interno di una violenza domestica che i giornali continuano a scambiare per conflitti di coppia, parlando di ex che non vogliono essere lasciati, partner che agiscono in preda a raptus dopo “continue litigate”, coppie affette da amore malato, tralasciando che invece

la violenza domestica è l’80% della violenza agita dagli uomini sulle donne ed è una delle principali cause di morte femminili

Violenze, torture, uccisioni che non avvengono mai all’improvviso ma sempre dopo anni di maltrattamenti o comportamenti spia che arrivano a mettere in pericolo la vita stessa di chi ha vicino un offender. Casi di cronaca, come ne leggiamo fin troppi, che spazzano via ogni dubbio sul fatto che ad agire con violenza siano uomini e non donne, di cui leggiamo solo in rarissimi casi in veste di offender e non certo perché non fanno notizia (anzi, proprio perché sono eccezioni farebbero un gran baccano).

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L’uomo arrestato a Novi, Modena

In questo week end però si è toccato un apice come non sempre capita, con giornali che hanno dato notizia di numerosi casi di violenza maschile sulle donne nel giro di poco meno di tre giorni, tra torture, sequestri, e uccisioni, tutti all’interno di rapporti intimi, senza che questo abbia scandalizzato o indignato nessuno. A Corsico, vicino Milano, nella notte tra venerdì e sabato una ragazza di 23 anni è stata sequestrata e seviziata dal suo ex che la maltrattava da anni e a cui aveva cercato di sottrarsi più volte lasciandolo definitivamente a settembre.

L’uomo, di 29 anni, la pedinava e la controllava malgrado avesse una nuova relazione, e l’altra sera si è presentato a casa sua sequestrandola per 48 ore con stupri ripetuti, minacce di morte con un coltello in mano e pestaggi su di lei e sul loro piccolo bambino: un incubo finito solo grazie all’arrivo dei carabinieri chiamati da una badante a cui

la ragazza aveva affidato un biglietto con scritto “aiuto” mentre la donna passava per caso sotto la sua finestra e il suo aguzzino era distratto

Una violenza che durava da anni con diversi interventi delle forze dell’ordine, e un fascicolo in procura a carico dell’uomo, e che i giornali hanno chiamato frutto di un “amore malato”.
Un copione che nelle stesse ore si ripeteva a Napoli dove un 52enne ha sequestrato la ex, che lo aveva lasciato dopo una relazione di 9 mesi proprio per l’atteggiamento violento dell’uomo, portandola a casa sua sotto minaccia di morte e segregandola per 12 ore tra calci e pugni con un pestaggio concluso, dopo aver tentato di soffocarla con una coperta, con la testa della donna sbattuta contro la testata del letto, finché non è stata soccorsa da un vicino che l’ha trovata sulle scale in fin di vita e portata subito in ospedale. A Roma, a Tor Bella Monaca, diverse ore prima una donna era invece stata liberata da un sequestro di 4 giorni in cui la 45enne era stata ridotta a pane e acqua dal marito che la pestava tenendola segregata di giorno in bagno e di notte in camera, dopo anni di violenza domestica.

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Tor Bella Monaca

Nelle stesse ore di sabato, a Novi di Modena, un altro uomo di 52 anni, aggrediva la ex convivente prendendo a calci la sua macchina e poi accanendosi verso di lei con botte e una testata in faccia, malgrado fosse stato già denunciato e malgrado fosse sottoposto al “divieto di avvicinamento” con un’ordinanza emessa dal Tribunale di Modena il 29 gennaio scorso, per comportamenti violenti nei confronti della donna.

Un’aggressione per strada che i giornali hanno ribattezzato come “lite per motivi sentimentali”

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La palazzina esplosa a Sala Consilina

Ma non basta, perché tra sabato e domenica ci sono anche due morte nell’elenco. Una in provincia di Cosenza dove una donna di 82 anni è stata uccisa dal marito di 87 che l’ha colpita con un bastone per poi finirla a coltellate: un femminicidio in cui i giornali hanno parlato addirittura di un uomo esasperato per la grave malattia della consorte, il quale si è difeso dicendo “Non era più la donna che ho sposato”. L’altra uccisione invece è successa a Sala Consilina, in provincia di Salerno, dove un uomo è uscito di casa, è andato a una pompa di benzina, ha riempito due taniche, è tornato a casa e le ha svuotate nella stanza dove la moglie di 32 anni stava davanti al camino, provocandole ustioni sul 90% del corpo che non hanno lasciato scampo alla donna morta all’ospedale Cardarelli di Napoli. Un femminicidio che lascia orfani 3 bambini, che fortunatamente erano da poco scesi a giocare nel cortile, e descritto dai giornali come conseguenza “delle continue liti” tra i due.

Luisa Betti Dakli

Giornalista esperta di diritti umani, Luisa Betti Dakli è la direttrice di International Women Magazine, che hanno come focus violazioni dei diritti delle donne e delle persone di minore età in Italia e nel mondo. Ha ricevuto il riconoscimento dalle Nazioni Unite come testimonial e attivista rappresentante per l’Italia nella Giornata internazionale per i diritti umani 2021, e le è stato conferito il Premio Cidu per la categoria “Libertà di stampa” da parte del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli esteri. Già responsabile della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Luisa Betti Dakli tiene come docente corsi di alta formazione per giornalisti, avvocati e magistrati riguardo la violenza maschile sulle donne, le violazioni dei diritti dei minori, la vittimizzazione secondaria attraverso i media, e sulle politiche e il linguaggio di genere. Scrive per il Corriere della Sera La 27esimaora, ha collaborato, tra gli altri, con Micromega, il Manifesto e la rivista di geopolitica EastWest, e collabora all’estero con le riviste come Azione (Svizzera) e Passaparola (Lussemburgo-Belgio-Francia).

 

Ha realizzato diverse inchieste e reportage in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina riguardo le violazioni dei diritti umani, tra cui la condizione dei minori diversamente abili in Russia, le colf asiatiche ridotte in schiavitù nei paesi del Golfo, gli orfani bianchi dell’Europa dell’Est, la tratta delle profughe irachene. Ha indagato sullo stupro di guerra in Africa e in Asia, sui matrimoni forzati in Africa, Medio Oriente, America Latina, Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico, sulla condizione dei bambini nel conflitto siriano, sui suicidi di minori nel campo profughi di Moria in Grecia. Si è occupata delle donne rinchiuse in manicomio dopo essere state ripudiate in India, della violenza subita dalle migranti, le molestie su ragazze nel mondo della swing dance, il gendercidio in Cina e il femminicidio in Russia.

Ha realizzato per il Corriere della sera la video inchiesta “Crimini invisibili” sulla violenza domestica occultata nei tribunali italiani e sulla violenza istituzionale su donne e bambini che cercano protezione ma che vengono puntiti per aver denunciato maltrattamenti e abusi in famiglia. Ha girato la video inchiesta “Il carcere sotto i tre anni di vita”: documentario sui bambini ospiti con le mamme detenute nel nido del Carcere Femminile di Rebibbia a Roma (40’) per Rainews 24, e ha indagato la condizione delle mamme in carcere nelle prigioni di Kabul, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Russia, Argentina, Bolivia e in Chiapas. Ha fatto parte della Commissione per la tutela dei minori per il Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, con cui ha pubblicato il volume “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (edizioni Garante per l’Infanzia e l’adolescenza).

Ha organizzato il tavolo intergiuridico con Tribunale di Roma su “La narrazione della violenza sulle donne dai media alla società”, il tavolo di studio interdisciplinare per avvocati e magistrati con giudici, penaliste, psicologhe, avvocate, giornaliste su “Femminicidio: analisi, metodologia e intervento in ambito giudiziario”, e con l’Unione Nazionale camere minorili su “Un minore, tanti processi”. Ha preso parte come speeker, tra gli altri, al tavolo parlamentare della Presidenza Camera dei deputati e Ministero Pari opportunità su “#nohatespeech. Parole libere o parole d’odio? Prevenzione della violenza on-line”, all’incontro parlamentare “Convenzione di Istanbul e Media” organizzato dalla Presidenza del Senato e Presidenza della Camera dei deputati, e al ciclo di studi internazionali “La promozione dei Diritti Umani: dalla teoria alla pratica” del Ministero degli esteri.

È stata presso il Consiglio d’Europa con il Ministero degli Esteri e la Presidenza della Camera come speaker nella Conferenza internazionale “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, è stata chiamata come rappresentante italiana dal Comune di Parigi per il tavolo internazionale “Femmes & Pouvoirs”, e al Mairie de Le Mans de Paris come rappresentante italiana alla Conferenza “Autour de la Méditerranée. La force des femmes”. È stata rappresentate italiana alla 30esima Conferenza dell’Iranian Women’s Studies Foundation, all’Ambasciata Britannica di Roma presso il tavolo istituzionale “Come promuovere la cultura dell’uguaglianza di genere per eliminare la violenza sulle donne. Confronto tra Regno Unito e Italia”, e all’Ambasciata americana alla tavola rotonda “Eliminating Gender-Based Violence in Italy: Challenges and Opportunities”.

Opinionista televisiva e radiofonica come esperta sui diritti violati su donne e bambini, ha pubblicato diversi saggi tra cui “Il movimento #metoo e il ruolo dei media” in “Le molestie sul lavoro” (Franco Angeli), “Uccisa due volte. La responsabilità dei giornali” in “Stop violenza: le parole per dirlo” (Giulia Giornaliste, Fnsi, Inpgi, Usigrai), “Per una narrazione del femminicidio che superi la rivittimizzazione mediale” in “Convenzione di Istanbul e Media”, (Edizioni Senato della Repubblica Italiana), “Il femminicidio nei media” per “In Quanto Donna” curato dalla Presidenza della Camera dei deputati per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Partecipa ai Rapporti sulla condizione delle donne in Italia per il Comitato Cedaw dell’Onu e ha contribuito al Rapporto per Pechino+25. Ha ricevuto il premio internazionale “Semplicemente donna” 2021 nella categoria “Donna nell’informazione” e nel 2018 ha avuto il Premio Pegaso 8 marzo “per essersi distinta per sensibilità umana e professionale”.

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